PM10-Polveri fini a Bra, riflessioni e domande all’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (A.R.P.A.)

di Gianni Rinaudo

Febbraio 2003

PM10, LE PERICOLOSE POLVERI CHE TUTTI RESPIRIAMO. Anche i dati di febbraio provocano inquietudine: nei primi 12 giorni si raddoppia il limite di legge (dati in linea al: http://www.arpa.piemonte.it/intranet/HOME-PAGE-1/ambiente/ARIA-ED-EM/Dipartimen/CUNEO/dati_disponibili.htm_cvt.htm )

Siamo certi che l’ Amministrazione capitanata dal Sindaco Guida con l’Assessore all’Ambiente nella persona del prof. Berardo abbia svolto un proficuo lavoro per iniziare a fare qualcosa di realmente benefico per la salute dei cittadini piccoli e grandi della città di Bra.

Qualcosa di più incisivo in relazione all’inquinamento elettromagnetico si auspica.

Esprimiamo comunque gratitudine all’Amministrazione di Bra, che ha operato all’installazione, in accordo con l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente, della centralina fissa per il rilevamento dell’inquinamento atmosferico in via Piumati e di altri sensori per monitorare la ricaduta della formaldeide ecc…

ma vogliamo suggerire alcune riflessioni e porre alcune domande sul PM10, le famose polveri fini che provocano tanti guai in mezzo mondo: soprattutto sono portatrici di leucemie nei bambini.

Il laboratorio d’ecologia e tossicologia dell’Arpa di Grugliasco afferma che il particolato atmosferico contiene alcune classi di composti mutageni e cancerogeni quali nitrosammine, IPA ed i lori derivati nitro-ossigenati.

L’attività mutagena di molti composti chimici risulta essere correlabile con i dati di cancerogenesi.

Molti studi su aree urbane ed industriali hanno evidenziato che i mutageni presenti nell’aria derivano dai processi di combustione relativamente alle loro differenti sorgenti (traffico veicolare, riscaldamento domestico, produzione di elettricità, emissioni di impianti industriali), i quali in atmosfera possono subire trasformazioni dovute ad agenti fisici o essere sottoposti ad interazioni fra di loro.

Il rischio sanitario legato alle sostanze presenti, in forma di particelle sospese, nell’aria inalata dipende, oltre che dalla loro concentrazione, anche dalle dimensioni delle particelle stesse; quelle con diametro superiore ai 10 micron tendono a fermarsi nelle prime vie respiratorie, mentre le particelle con diametro inferiore ai 10 micron possono raggiungere la trachea, i bronchi e di conseguenza gli alveoli polmonari con effetti a breve e medio termine.Esiste, quindi, una stretta correlazione tra la frazione PM10 ed il rischio sanitario legato alle sostanze chimiche del articolato, soprattutto nei bambini.

La Stampa del 22 gennaio, nell’articolo di Carlo Giordano, recita così:

“RESTA FONTE DI PREOCCUPAZIONE IL NUMERO DEI GIORNI «CON TROPPA POLVERE» REGISTRATI IN UN ANNO” .

Sempre il giornalista del quotidiano torinese scrive che:

“ l´aria respirata dagli abitanti della «Granda» è «buona», anche se la media annua dei giorni polverosi è ancora troppo alta. La normativa fissa un valore medio annuo di 40 microgrammi per metro cubo di aria ed un valore medio giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo da non superare per più di 35 volte in un anno. Sulla base di questi parametri la soglia massima è stata oltrepassata in tutte e quattro le centraline abilitate al rilevamento. Ad Alba, per esempio, il limite è stato varcato per 73 giorni, a Bra per 68…”

Ma a Bra le rilevazioni dell’ARPA (agenzia regionale protezione ambiente) iniziano dal 21 marzo 2002 invece ad Alba dal 1 gennaio 2002

Sempre nel medesimo testo si riporta il pensiero di Silvio Cagliero dell´Arpa di Cuneo che invita le amministrazioni locali a prendere dei provvedimenti per rendere la qualità dell’aria ancora migliore. Per quanto riguarda le imprese l´invito è ad applicare la migliore tecnologia possibile per ridurre le emissioni nocive.

Alcune domande.

Le rivolgiamo con cortesia ai dirigenti e tecnici dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente di Cuneo.

Con quale sistema vengono rilevati i dati sull’inquinamento atmosferico: gravimetrico, tehom, adam???

Ci sono sistemi che sottostimano? Il gravimetrico è quello più reale?

Si possono fare raffronti con altre realtà se non sono uguali i sistemi di rivelazione?

Ad esempio, è vero, che col sistema gravimetrico si possono rilevare più di 100 mcg di polveri quando nelle stesse giornate e nella stessa zona col sistema adam se ne rilevano al massimo 20?

Il resoconto di sintesi statistica del 2002 ( prot.n.539 ARPA del 16 gennaio 2003) a cui fa riferimento, nell’articolo della Stampa, il tecnico dell’ agenzia regionale, rileva anche i dati della città di Bra. E’ molto interessante.

La raccolta dati per Bra inizia solo il 21 marzo 2003, ma per ulteriori giorni (dal 2 al 15 novembre 2002 ad esempio) le rilevazioni del PM10 riferite alla città del Cottolengo sul sito www.arpa.piemonte.it (cliccare sulla cartina della provincia di Cuneo, su aria ed infine su dati disponibili) non compaiono.

Domandiamo: qual’è il motivo per cui ogni tanto il PM10 a Bra non viene monitorato. Perché?

Qual è l’origine di tanto PM10 nell’aria della nostra città?

Quali sono le urgenti e necessarie azioni che l’Amministrazione deve adottare per tutelare la salute dei cittadini?

In accordo con l’ASL e la Protezione Civile , che sembrano tacere su questa grave questione, potrebbe l’Arpa (agenzia regionale …) promuovere una campagna d’informazione al fine di stimolare anche il privato cittadino ad attivare dei congrui correttivi alle proprie abitudini – scarsa manutenzione delle caldaie e menefreghismo verso il bollino blu per le auto?

Inoltre – e qui non sappiamo esattamente chi possa rispondere – perché il collegamento tra il sito del comune di Bra e quello dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente non è sempre operativo?

Sappiamo da sempre che l’aria è un bene fondamentale ed irrinunciabile, salvaguardarne la qualità è una condizione per il futuro di tutti, è un impegno di civiltà.

Concordiamo con il nostro Sindaco quando afferma che per la sanità pubblica l’impegno dev’essere determinato e trasparente ed aggiungiamo, noi di Legambiente Bra, sia nell’ottica della prevenzione (RIDURRE L’INQUINAMENTO) che per la cura (TUTELARE il buon FUNZIONAMENTO DEL SANTO SPIRITO).

Per il Circolo “Legambiente Bra”

Il Presidente Gianni Rinaudo

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