PM10-POLVERI FINI
A BRA,
riflessioni e domande all'Agenzia Regionale Protezione
Ambiente (A.R.P.A.)
di Gianni Rinaudo
PM10,
LE PERICOLOSE POLVERI CHE TUTTI RESPIRIAMO. Anche i dati di febbraio
provocano inquietudine: nei primi 12 giorni si raddoppia il limite
di legge (dati in linea al: http://www.arpa.piemonte.it/intranet/HOME-PAGE-1/ambiente/ARIA-ED-EM/Dipartimen/CUNEO/dati_disponibili.htm_cvt.htm
)
Siamo
certi che l’ Amministrazione capitanata dal Sindaco Guida
con l’Assessore all’Ambiente nella persona del prof.
Berardo abbia svolto un proficuo lavoro per iniziare a fare qualcosa
di realmente benefico per la salute dei cittadini piccoli e grandi
della città di Bra.
Qualcosa
di più incisivo in relazione all’inquinamento elettromagnetico
si auspica.
Esprimiamo
comunque gratitudine all’Amministrazione di Bra, che ha
operato all’installazione, in accordo con l’Agenzia
Regionale Protezione Ambiente, della centralina fissa per il rilevamento
dell’inquinamento atmosferico in via Piumati e di altri
sensori per monitorare la ricaduta della formaldeide ecc…
ma
vogliamo suggerire alcune riflessioni e porre alcune domande sul
PM10, le famose polveri fini che provocano tanti guai in mezzo
mondo: soprattutto sono portatrici di leucemie nei bambini.
Il
laboratorio d’ecologia e tossicologia dell’Arpa di
Grugliasco afferma che il particolato atmosferico contiene alcune
classi di composti mutageni e cancerogeni quali nitrosammine,
IPA ed i lori derivati nitro-ossigenati.
L’attività
mutagena di molti composti chimici risulta essere correlabile
con i dati di cancerogenesi.
Molti
studi su aree urbane ed industriali hanno evidenziato che i mutageni
presenti nell’aria derivano dai processi di combustione
relativamente alle loro differenti sorgenti (traffico veicolare,
riscaldamento domestico, produzione di elettricità, emissioni
di impianti industriali), i quali in atmosfera possono subire
trasformazioni dovute ad agenti fisici o essere sottoposti ad
interazioni fra di loro.
Il
rischio sanitario legato alle sostanze presenti, in forma di particelle
sospese, nell’aria inalata dipende, oltre che dalla loro
concentrazione, anche dalle dimensioni delle particelle stesse;
quelle con diametro superiore ai 10 micron tendono a fermarsi
nelle prime vie respiratorie, mentre le particelle con diametro
inferiore ai 10 micron possono raggiungere la trachea, i bronchi
e di conseguenza gli alveoli polmonari con effetti a breve e medio
termine.Esiste, quindi, una stretta correlazione tra la frazione
PM10 ed il rischio sanitario legato alle sostanze chimiche del
articolato, soprattutto nei bambini.
La
Stampa del 22 gennaio, nell’articolo di Carlo Giordano,
recita così:
“RESTA
FONTE DI PREOCCUPAZIONE IL NUMERO DEI GIORNI «CON TROPPA
POLVERE» REGISTRATI IN UN ANNO” .
Sempre
il giornalista del quotidiano torinese scrive che:
“
l´aria respirata dagli abitanti della «Granda»
è «buona», anche se la media annua dei giorni
polverosi è ancora troppo alta. La normativa fissa un valore
medio annuo di 40 microgrammi per metro cubo di aria ed un valore
medio giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo da non superare
per più di 35 volte in un anno. Sulla base di questi parametri
la soglia massima è stata oltrepassata in tutte e quattro
le centraline abilitate al rilevamento. Ad Alba, per esempio,
il limite è stato varcato per 73 giorni, a Bra per 68…”
Ma
a Bra le rilevazioni dell’ARPA (agenzia regionale protezione
ambiente) iniziano dal 21 marzo 2002 invece ad Alba dal 1 gennaio
2002
Sempre
nel medesimo testo si riporta il pensiero di Silvio Cagliero dell´Arpa
di Cuneo che invita le amministrazioni locali a prendere dei provvedimenti
per rendere la qualità dell’aria ancora migliore.
Per quanto riguarda le imprese l´invito è ad applicare
la migliore tecnologia possibile per ridurre le emissioni nocive.
Alcune
domande.
Le
rivolgiamo con cortesia ai dirigenti e tecnici dell’Agenzia
Regionale Protezione Ambiente di Cuneo.
Con
quale sistema vengono rilevati i dati sull’inquinamento
atmosferico: gravimetrico, tehom, adam???
Ci
sono sistemi che sottostimano? Il gravimetrico è quello
più reale?
Si
possono fare raffronti con altre realtà se non sono uguali
i sistemi di rivelazione?
Ad
esempio, è vero, che col sistema gravimetrico si possono
rilevare più di 100 mcg di polveri quando nelle stesse
giornate e nella stessa zona col sistema adam se ne rilevano al
massimo 20?
Il
resoconto di sintesi statistica del 2002 ( prot.n.539 ARPA del
16 gennaio 2003) a cui fa riferimento, nell’articolo della
Stampa, il tecnico dell’ agenzia regionale, rileva anche
i dati della città di Bra. E’ molto interessante.
La
raccolta dati per Bra inizia solo il 21 marzo 2003, ma per ulteriori
giorni (dal 2 al 15 novembre 2002 ad esempio) le rilevazioni del
PM10 riferite alla città del Cottolengo sul sito www.arpa.piemonte.it
(cliccare sulla cartina della provincia di Cuneo, su aria ed infine
su dati disponibili) non compaiono.
Domandiamo:
qual’è il motivo per cui ogni tanto il PM10 a Bra
non viene monitorato. Perché?
Qual
è l’origine di tanto PM10 nell’aria della nostra
città?
Quali
sono le urgenti e necessarie azioni che l’Amministrazione
deve adottare per tutelare la salute dei cittadini?
In
accordo con l’ASL e la Protezione Civile , che sembrano
tacere su questa grave questione, potrebbe l’Arpa (agenzia
regionale …) promuovere una campagna d’informazione
al fine di stimolare anche il privato cittadino ad attivare dei
congrui correttivi alle proprie abitudini – scarsa manutenzione
delle caldaie e menefreghismo verso il bollino blu per le auto?
Inoltre
– e qui non sappiamo esattamente chi possa rispondere -
perché il collegamento tra il sito del comune di Bra e
quello dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente non è
sempre operativo?
Sappiamo
da sempre che l’aria è un bene fondamentale ed irrinunciabile,
salvaguardarne la qualità è una condizione per il
futuro di tutti, è un impegno di civiltà.
Concordiamo
con il nostro Sindaco quando afferma che per la sanità
pubblica l’impegno dev’essere determinato e trasparente
ed aggiungiamo, noi di Legambiente Bra, sia nell’ottica
della prevenzione (RIDURRE L’INQUINAMENTO) che per la cura
(TUTELARE il buon FUNZIONAMENTO DEL SANTO SPIRITO).