Quelle
di Dallorto e Gallo, in relazione alla termodistruzione dei rifiuti,
sono parole in libertà su un argomento che riferito a Bra
denotano una carenza di conoscenza ambientale del territorio braidese
da far spavento.
Poveri noi!!
Non può essere solo il ritorno economico a dettare le linee
della programmazione comunale in relazione ai rifiuti.
La salute dei cittadini è un valore primario per tutti.
La salute dei cittadini è il valore economico più
importante soprattutto per un Amministrazione che si definisce
d'ispirazione cristiana ed i cui componenti frequentano nella
stragrande maggioranza la Chiesa.
Pensare al termodistruttore nel territorio di Bra lo si può
fare solo se si è miopi o peggio...
Una cosa sono le ipotetiche 8000 tonellate annue di scarti industriali
che bruciano le due aziende - danno lavoro a più di 1000
persone - un' altra sarebbero le 120 mila tonnellate di rifiuti
annui - è la capacità di un medio termodistruttore
- e i circa 14000(quattordicimila) camion, sempre all'anno, che
percorrendo le strade di Bra porterebbero la spazzatura da bruciare.
Un tale impianto, dai costi vertiginosi - 300 miliardi di lire
-, darebbe al massimo lavoro a 15-20 persone.
Per l'aria di Bra significherebbe la morte totale: Bra non è
Parigi, nemmeno Faenza e tanto meno Cremona.
Bra è posizionata in una conca che favorisce il ristagno
atmosferico in modo impressionante.
Il Circolo Legambiente è contrario alla costruzione del
termodistruttore dei rifiuti ed attiva già sin d'ora ogni
sua risorsa e competenza per ostacolarne l'eventuale progettazione.
Inoltre il Circolo Legambiente Bra invita l'Amministrazione civica
ad occuparsi con solerzia della riduzione delle polveri sottili
nell'atmosfera anche, ma non solo, per ottemperare alla legge
dello Stato Italiano che impone entro il primo gennaio 2005 il
rispetto di alcuni parametri che l'aria di Bra supera e di molto
nel corso dell'anno.